GLI

AVVENTURIERI

MELODRAMMA GIOCOSO

DA RAPPRESENTARSI

NELLIMP. REGIO TEATRO ALLA SCALA

X OCiituuuo 4 836

MILANO

PRESSO LUIGI DI GIACOMO PIROLÀ. M . D C C C .XXXVI

PERSONAGGI

3

ATTORI

Don PAPERO, padre di Sig.r Scàlese RafAELE.

VIRGINIA, promessa sposa a Sig.a TadOLINI EUGENIA.

Dow GIACINTO , nipote di Don Papero.

MACARIO , avventuriere.

FALCONE, altro avventuriere.

ALBINA, cameriera di Virgi- nia.

Un Bargello.

Sig.1' Santi Giacomo. Sig.r Marini Ignazio. Sig/ Spiaggi Domenico.

Sig.a Buggeri Teresa. Sig.'N. N.

CORI E COMPARSE

Mercadanti e Inservienti cP osteria. Livree di Don Papero. -Suonatori. Paesani e Paesane.

U azione si finge da principio in Napoli j quindi in casa di Don Papero^ nelle vicinanze di quella città.

Musica del Maestro sig. LUIGI ROSSI.

11 virgolato si ommette per brevità.

Le Scene, tanto dell1 Opera che del Bailo, sono d1 invenziooe ed esecuzione dei signori

Cavallotti Baldassarre e Menozzi Domenico.

Maestri al Cembalo Signori Panizza Giacomo = Bajetti Giovanni. Primo Violino, Capo e Direttore d'orchestra Sig. Cavallini Eugenio. Altri primi Violini in sostituzione al sig. Cavallini Signori Cavinati Giovanni = Migliavacca Alessandro. Capi dei secondi Violini a vicenda Signori Buccinelli Giacomo r=s Rossi Giuseppe. Primo Violino per i Balli Sig. De Bayllou Giuseppe. Altri primi Violini in sostituzione al sig. De Bayllou Signori De Bayllou Francesco t= Montanari Gaetano. Primo Violoncello al Cembalo Sig. Merighi Vincenzo.

Altri primi Violoncelli in sostituzione al sig. Merighi Signori Gallinotti Giacomo = Storioni Gaetano. Primo Contrabasso al Cembalo Sig. Luigi Rossi. Altro primo Contrabasso in sostituzione ai sig. Rossi Sig. Ronchetti Fabiano.

Prime Viole Signori Maino Carlo Tassistro Pietro. Primi Clarinetti a perfetta vicenda Signori Cavallini Ernesto = Corrado Felice. Primi Oboe a perfetta vicenda Signori Yvon Carlo rr Daelli Giovanni.

Primi Flauti per V Opera pel Ballo

Sig. Raroni Giuseppe. Sig. Marcora Filippo,

Primo Fagotto Sig. Cantù Antonio. Primi Corni da caccia Sig. Martini Evergete. Sig. Gelmi Cipriano.

Prime Trombe Sig. Araldi Giuseppe. Sig. Vigano Giusbppe,

Arpa

Sm. Reichlin Giuseppe.

5

Direttori ed Istruttori dei Cori Signori Granatelli Giulio Cesare =s Cattaneo Antonio,

Proprietario dello Spartito Sig. Lucca Francesco.

Vestiaristi Proprietarj Signori Briani e figlio, e Mondini.

Direttore della Sartoria Sig. Giovanni Mondini.

Capi Sarti da uomo da donna

Sig. Rinaldi Albino. Sig. Paolo Veronesi.

Berrettonaro Signori Zamperoni Francesco e figlio.

Attrezzista proprietario Sig. Fornari Giuseppe.

Sorvegliante al Macchinismo, ed Ispettore air Illuminazione Sig. Innocente Ogna.

Macchinisti Signori Abbiati fratelli.

Parrucchiere Sig. Bonacina Innocente.

Capi-illuminatori Signori Abbiati Antonio = Pozzi Giuseppe*

6

BALLERINI

Compositore dei Balli Sig. Cortesi Antonio.

Primi Ballerini francesi Signori Crombé conjugi.

Altra prima coppia danzante francese N. Gustav - Rabel Fanny.

Primi Ballerini per le parti

Signori: Ramacini Antonio - Signora Bencini-Molinari Giuditta - Molinari Nicola Bocci Giuseppe - Superti Adelaide - Trigambi Pietro Casati Tomaso - Fietta Pietro - Ghedini Federico.

Primi Ballerini di mezzo carattere e per le parti

Signori: Caldi Fedele- Baranzoni Giovanni -Della Croce Carlo - Bondoni Pietro Marchisio Carlo - Caprotti Antonio - Rugali Antonio - Rugali Carlo Spina Nicola - Brianza Giacomo - Villa Francesco Pincetti Bartolomeo - Pagliaini Leopoldo - Croce Gaetano - Bertucci Elia Boresi Fioravanti - Ravetta Costantino - Vigano Davide.

Ballerine

Signore : Carcano Gaetana - Braschi Amalia - Cazzaniga Rachele Rossetti Clotilde - Morlacchi Teresa - Volpini Adelaide - Turpini Virginia Braschi Eugenia - Molina Rosalia - Baldanza Anna Fabris Flora - Angelini Silvia - Beretta Adelaide - Visconti Giovanna. Imperiale Regia Scuola di Ballo

Maestri di Perfezionamento Signor Guillet Claudio - Signora Guillet Anna Giuseppina.

Maestro di Ballo Signor Villeneuve Carlo.

Maestro di 'Mimica Signor Bocci Giuseppe.

Allievi

Signore: Frassi Adelaide - Zambelli Francesca - Ciocca Giovanna De Vecchi Carolina - Conti Carolina Charrier Adelaide - Bellini Luigia - Tamagnini Giovanna - Bussola Antonia Brambilla Camilla - Monti Luigia - Visconti Antonia Viganoni Luigia - Bertuzzi Metilde - Zucchinetti Antonia - Marzagora Luigia Domenichettis Augusta - De Vecchi Michelina - Angelini Tamiri Rosa Bussola Maria Luigia - Cottica Marianna - Pirovano Adelaide - Granzini Carolina Rizzi Virginia - Gonzaga Savina - Banderali Regina - Catena Adelaide Vegetti Rachele - Wauthier Margherita - Galavresi Savina Bellini Teresa- Colla Rosa -Romagnoli Caterina- Monti Emilia -FuocoMaria Luigia.

Signori: Viganoni Solone - Gramegna Giovanni Battista Colombo Pasquale - Oliva Pietro -Borri Pasquale - Meloni Paolo Senna Domenico - Croce Giuseppe - Lacinio Angelo. Ventura Pietro - Clerici Giacomo - Mazza Leone.

Ballerini di Concerto N.° 12 Coppie,

Alt® WMEM

SCENA I.

SALA IN UNA LOCANDA che mette alle stanze di Macaria.

appena giorno. )

Falcone solo.

E Macario indugia ancora! Maledetti questi amori! Tutti avrem da qui a mezz' ora Alle spalle i creditori... Il barbiere, il calzolaio ... Il sartore^ il cappellaio. E, peggiore di ciascuno. Il più ruvido e importuno. Brontolone , minaccioso , Questo esoso - albergator. r eh' è d'uopo far fagotto, Piantar tutti, e non far motto, Lo stordito di Macario, Come fosse un milionario, Notte e giorno è sempre in volta Con cantanti e suonator'... i mancava questa volta L'imbarazzo delF amor.

8

ATTO

SCENA II.

Coro di Creditori:, Locandiere, Camerieri, Fantesche ? e detto.

Coro E permesso? (di dentro)

Fal. (Ahi! ahi! pazienza.)

Coro Si può entrar?...

Fal. (E son già entrati.)

Coro Che voi siete di partenza

Avvertiti ed informati , Siamo qua coi nostri conti ,

A riscuotere siam qua. (presentano Le Uste)

Fal. Già si sa... (vi venga il canchero) Pagheremo ... è naturale. Pranzo , alloggio, cena, eccetera. Cento scudi... non e' è male. Barba 5 polvere, pomate, Sei ducati . . . ragazzate. Tre vestiti, e tutto il resto, Venti doppie... il prezzo è onesto. Due cappelli di Lione, Sei luigi... va benone. Di stivali quattro para. Dieci doppie... non ci è tara. Lavatura , biancheria , Cento lire... è cortesia. Cari amici, brava gente, Queste somme non son niente: Oltre quel che domandate Un regalo ci sarà.

Coro Tanto meglio ..♦ ma pagate. Fal. Sì... doman... si pagherà.

Coro Che domani? adesso, subito...

E già un mese che aspettiamo...

PRIMO

Non più ciarle, non più remore, Noi di qua non ci partiamo... Oh! vedete che scrocconi! Oh! mirate che bricconi! signor, ricorreremo, Vi faremo carcerar. Fal. Come adesso! come subito!

Siamo al bosco, o dove siamo? Cospetton, siam galantuomini, E paghiam quando vogliamo. Usura}! scorticatori! Sanguisughe , truffatori ! Questi conti rivedremo: Ci sapremo regolar.

SCENA III.

MACARIO, avvolto in un mantello entra frettolose con un servitore che porta una valigia,

Mac. Qual rumor! qual parapiglia

Nelle stanze d' un mio pari ! Questa rustica famiglia Al dovere io ridurrò. {getta un sacco danari sul tavolino. Tutti si scuotono al rumore)

Coro (Ah! cospetto! son danari.)

Fal. (Dove diamin li pescò?)

Mac. Calzolari ! parrucchieri ! {con alterigia).

Osti! serve! camerieri!

Che pretendon quei birboni? (a Fai.)

Quale in lor temerità? Coro Illustrissimo, perdoni y (umilmente)

Questi conti...

Mac. Conti!... qua. (strappandoli

ad '---essi di man®)-

r

io ATTO

(Allegri, Falcone , (piano a Fai.}

Quel sacco è tut t'oro; Io sono un riccone , Un Creso sei tu.) Fal. (Lo vedo... va bene...

Ma donde proviene?) Mac. ( Abbiamo un tesoro ,

Non chieder di più.) Paga tosto quella gente. (forte) E sloggiamo prontamente. Hanno osato quei somari Diffidar dei nostri pari: Locandieri più garbati , N Mercadanti più educati, Troverò co' miei doppioni Da per tutta la città. Coro Illustrissimo, perdoni,

Pagherà quando vorrà.

Tutti.

Mac, Fal. No , si paghi sul momento ,

Non vo' più di queste scene... Troppo e stato P ardimento Con due uomini dabbene.., Imparate da qui avanti I miei pari a rispettar. (I danari son qui pronti,

Ma ci è scritto non toccar. )

Coro Noi chiediam compatimento,

Noi sappiam quel che conviene. Prenderemo il pagamento Quando più vi torna bene.,, Son padroni da qui avanti Di pagare e non pagar.

PRIMO 1 1

(Ci sapranno i nuovi conti

Del ritardo compensar. ) (il Coro pane)

SCENA IV.

Macario , e Falcone.

Fal. Ah! ah! bella davver!

Mac. Voglion star freschi

Se pensan di buscar un sol quattrino... Fal. Or vien qua, malandrino,

E raccontami un po' d'onde ti viene

Quel sacco di danaro. MAC.Àscolta caso sorprendente e raro.

Dopo tanto indugiar mi venne in testa

Di ritirar sta mane la valigia ,

Che in sequestro alla Posta avea lasciata 7

E giunsi che gran gente era arrivata.

In quella pressa, in quel gridar di tanti

Corrieri e viandanti ,

Una valigia simile alla mia

Mi fu data, la presi, e venni via» Fal. E in quella ritrovasti?... Mac. Danaro, gioje e carte

In questo portafoglio

Simile anch'esso al mio,

Onde colmo di giubilo son idi

Vedi ... vedi ... Fal. Un ritratto ...

Cospetto! della giovane damina

Di cui t'innamorasti... Mac E questi fogli.

E tutto ciò che miri

Appartiene allo sposo a lei promesso

Giunto da Roma adesso

i2 ATTO

Per concluder le nozze... Or quello sposo.

Quel cavalier romano... in me ravvisa. Fal. Ah! ah! matto sei tu. Mac Freno alle risa.

Scorgo da queste lettere ,

Che il padre di Virginia

Non conosce lo sposo... è un matrimonio

Da lunge combinato tra fratelli

Per riguardo e decoro

Di famiglia che monta al secol d'oro. Fal. Gapisco ... ma ...

Mac. Che ma? voglio pel ciuffo

Afferrar la fortuna, e tu mi devi Secondar nell'intento. Andiamo , andiamo; Le carte esaminiamo, E mettiamoci al fatto d' ogni cosa Per ben rappresentar questa commedia.

Fal. Sì, sì... purché non termini in tragedia, {partono')

SCENA V. GALLERIA IN GASA DI DON PAPERO. Virginia, e Albina.

Vir. Alfine è giunto il

Che mio cugin vedrò.

Mi piacerà o no ?

Il cor mi dice sì. Deh! fa, pietoso Amor,

Che non s'inganni il cor. Tu che ne dici, Albina?

Sentiamo il tuo parere. Alb. Per me ve lo desidero

Eguale al forastiere ,

PRIMO li

Che notte e per via A vagheggiar vi sta. Vir. Sì, ? piacer potria ,

Ma più gentil sarà. Un giovane io bramo Leggiadro, vezzoso, Di tratto gentile, Di cuore amoroso. Se posso trovarlo,

Son pronta ad amarlo 5 E sfido a rapirmelo Qualunque beltà. Se poi non è tale, Di lui non mi cale ? Papà Pha voluto, Lo prenda papà. Alb. »A sentir vostro padre 7

»Un marito ei vi dà, giovane, ricco, »E possessor d' ogni più rara dote. Vir. "Così ne parla perchè è suo nipote. »Ma di veder mi aspetto »Un tanghero sgraziato, un quadro antico «Come questi ritratti di famiglia «Onde ingombrate ei tien camere e sale. Alb. «Don Papero davvero è originale.

»In Napoli ei non trova, in tutto il regnoy"*

«Un uomo che sia degno

«Di accasarsi con lui, fuor che codesto

» Rarissimo figliuol del suo germano,

«Com' ei solo sia grande e ognun villano. (ode*i

VlR. Han suonato?... suonare un campanello)

Alb. , certo :

E in sala non sarà, secondo P uso, Un solo servitor.

Vir. Fossero mille.

i4 ATTO

Papà gP impiega tutti a pulir quadri -,

A trasportar scaffali , e a mutar loco

Alle sue, polverose pergamene.

Cara Albina, va tu... Alb. Qualcun già viene.

SCENA VI.

FALCONE in gran livrea* e dette»

Fal. (E dessa... faccia tosta e stil sublime,

E segua quel che può. ) Vir, Chi domandate?

Fal. Signora, perdonate... ho io l'onore

Di favellar alla gentile e bella

Di Don Papero figlia? Vir. Appunto a quella.

Fal. O delle gentildonne

Nobilissimo specchio , permettete

Ch'io vi baci la mano, e onori in voi

La futura Giunone

Del mio signor padrone. Vir. Che ? sarebbe

Don Giacinto arrivato ? Fal. In questo punto,

Tirato a sei, dal Campidoglio è giunto. Vir. Presto... papà si avverta... Alb. Vado io, vado io...

Vir. Sì... no... piuttosto...

Non so dove mi sia. Alb. Ma dunque?

Vir. Aspetta,

Andremo tpit' e due, vieni, t'affretta, (partono)

PPxIMO

SCENA VII.

Falcone solo.

Cospetto ! una gran voglia

Ha costei di marito! Ah! ah! la casa

E tutta sottosopra...

Chi va su e giù, chi viene.

Macario può salir , tutto va bene, (parte)

SCENA Vili.

Don Papero vestito con caricatura* ma con berrettino in testa* con le pantofole a3 piedi* e le calze cascanti* tutto frettoloso e affaccendato* è seguito da Servitori in livrea, da VIRGINIA.

e da Albina* indi Macario e Falcone.

D.P. Ma correte... è un eroe che ci aspetta...

Figlia, figlia! vien qua , mammalucca. Ser. Siam qui tutti. {uscendo) D.P. Seguitemi in fretta, (per

Ser» La parrucca , signor... usare dietro a lui) D.P. La parrucca! (i Ser.

gli pongono la parrucca* ma di traverso)

Fate presto, che il cancro vi roda! Ignoranti!... di dietro la coda. Ser. E le scarpe?...

D.P. Uh!... le scarpe ho scordate,

Ser. E le calze?

D.P. Uh! non sono allacciate!

Ser. Non s' inquieti.

D.P. Spicciatevi, allocchi.

Ser. Ma stia fermo.

D.P. Finitela, sciocchi.,

16 ATTO

Me meschini se mi coglie in tal guisa. Quale smacco alla mia gravità!

Ser., Alb., Vir.

(Si trattenga chi può dalle risa. La bizzarra figura che fa!)

Mac. Ehi! ci è nessuno?... (didentro)

D.P. Oh! diavolo!

Tutti Ei vien...

D.P. Son disperato.

Mac. Oh zio veneratissimo! (fuori)

D.P. Nipote prelibato! (si abbracciano j iServit.

si affollano intorno ad essi facendo riverenze)

Balordi! voi scostatevi,

Sposini, avvicinatevi.

Vir. Cugino! (oh ciel!... chi vedo!)

Alb. (E desso... il forastier.)

Mac. (Mi L . . ,

■pkL |rp. ha conosciuto, io credo,

Ma forti, non temer.) D.P. Ebben?... perchè mutola ?. .

E tu perchè rosso? Capisco... statim, illieo y Amore vi ha percosso ... Via qua, via qua, carini, Due sguardi, quattro inchini... Così! così! benone^ Interprete è il papà. Dei del Tebro, io vi ringrazio Di nipote così fatto! Di guardarlo non mi sazio... Ne son preso, ne son matto... Lo splendor della famiglia... La fortuna di mia figlia... L'allegria degli ascendenti...

PRIMO 17 II piacer de' discendenti..» Tutto in giubilo mi pone, II eervel girar mi fa. Non darei per due corone La mia gran paternità. Coro All'udir cotal sermone

Tenga il ridere chi sa. D.P.Ebben, caro nipote, (a Mac)

Che novelle mi rechi dal Tarpeo Per parte del tuo celebre papà? Mac. Questa lettera sua tutto dirà» D.P. Oh! degno mio fratello!

Dugentomila scudi in diamanti Per regalo di nozze! Mac. Accetterete

Come pegno d' amore il tenue dono. D.P. Virginia, tocca a te! (a Firg.)

VlR. (inchinandosi) Grata vi SOnO.

D.P. Avanti, poffar bacco! io non ti vidi Giammai così laconica.

Mac M? avveggio

Che confessar vi deggio Una superchieria. La prima volta Questa non è che alla cugina io parlo,

D.P. Come! cornei e fìa ver?

Vir. Non so negarlo,

Mac. Di compatir vi prego

Un innocente inganno: innamorato Del vostro bel ritratto, io desiava Sconosciuto veder se la pittura Al ver corrispondea.

Fal. (Bravo Macario!)

D.P. E originai Pidea,

Vir. Ma poi che mi vedeste, Perchè sei giorni interi

18 ATTO

Incognito restar? Mac. Innamorarvi,

E di me stesso diventar rivale,

Era il disegno mio. Fal. Ma fu costretto

A palesarsi tosto

Perchè un rivai davvero abbiam scoperto. D.P. Che mai sento! Vir. Un rivai !

Mac. Rivai!... certo.

Ma un uomo a voi non noto.

Un forastier... un imbroglion... Fal. Di quelli

Che voglion far fortuna, e vanno in cerca

Di qualche ricca dote. D.P. E P hai scoperto tu!,., bravo nipote!

Si presenti il furfante,

L' avrà da far con me.

SCENA IX.

0

Albina, e detti.

Alb. Signori miei,

Una gran novità! D.P. Cos'è accaduto.'

Alb. Un secondo nipote è qua piovuto. D.P. Che secondo nipote! Falò (Ahi! ahi! ci siamo.)

Vir. Qual mistero è mai questo? Mac (.con indifferenza) Eh ! niente, niente.. *

E questi certamente

Quel forestier fatto... D.P, Ah! ah! capisco.

Vedi un po' lo sfacciato !

Venga, venga} sarà ben corbellato.

PRIMO j9

SCENA X.

Don Giacinto , e detti.

Se ho voluto, amato zio, Presentarmi all' improvviso, Al mio fervido desio

Lo dovete perdonar. {nessuno rispondej

Questa al certo è la mia sposa... si volge a Vir.} Non m'inganno; è proprio dessa... Ne ho 1' immagine vezzosa Troppo al vivo in core impressa, Troppo è bella perche tosto Io non P abbia a ravvisar, (risaia generale)

D.P. Sì... capisco...

Mac. E naturale.

D. P., Mac, Fal.

Parla il sangue... il cor si scosse. (Qual ti sembra?) (piano ad Alb.)

(Non e' è male.) (Mio cugin davvero ei fosse!)

D. P., Mac, Fal.

Dal Tarpeo... da Roma... è giunto

Proprio adesso!... in questo punto!.,.

Bravo, bravo... ben venuto,.,

Io l'inchino... io la saluto:

rT signore . Un r . si compito nipote r

Non pensava di trovar.

Tutti.

D.G. Io non so se vedo e ascolto ,

Se son desto o addormentato

20 ATTO

Son fra pazzi capitato,

O sto io per impazzar?... Veramente sono accolto

In maniera singoiar! Vir.Alb. Con quel tratto, con quel volto,

gentile e ben creato,

Perchè scegliere uno stato

Da doversi detestar? Più lo guardo, più P ascolto,

Più impossibile mi par.

Mac, D. P., Fal.

Osservate su quel volto

L' imbroglion bello é stampato } Ma in buon luogo è capitato, Ma con noi P avrà da far.

Il briccone al laccio è colto, Si dibatte per scappar. D.G. Ma, Signori...

D.P. In due parole, (interrompen.)

Si ritiri... vada fuori...

A intriganti, a truffatori

Qui incetto non si dà. D.G. A un nipote !... Mac. Meno ciarle.

Il disegno è ornai sventato;

Il nipote è già arrivato,

Ed in me lo vede qua. D.G. Temerario!... Fal. Presti fede

A chi bene lo consiglia.

Di Don Papero la figlia,

Badi ben, per lei non fa. D.G. Mia cugina! Vir. Si vergogni

PRIMO ai

Di si nera furberia. Io stupisco che si dia Una tal temerità. D.G. Oh! cospetto! io son Giacinto.

Io non mento, non v'inganno... Le mie carte vi sapranno Far toccar la verità.

Ehi VespinO? il portafoglio... (esce un scrvo^ Sai dov'è?... ti affretta... va. poi parte) Smascherar saprò quel perfido Che si usurpa il nome mio. Chi voi siete, chi son io Tosto chiaro apparirà. (ritorna il servo col portafoglio, D. P. glielo prende di mano) Osservate voi medesimo, , osservate ...

Tutti Si vedrà.

D.P. Per te pronta è la prigione Qeggé) Se non hai maggior prudenza,

D.G. Che mai sento!

D.P. Va benone.

Fal. (E la mia corrispondenza.) (a Mac.)

D.P. Tira al laccio le persone (segue a leggere)

Con maggior sagacità.

Mac, Fal., D. P.

Va impostore, va briccone;

Camerieri!... servi!,., olà! D.G. Questo tratto! e tanto ardite?... (estono i D.P. Discacciate quelP indegno. servitori)

Vir. Chiunque siate, deh! partite: (a D.G.)

Paventate il loro sdegno. D.G. Non son più di me padrone,

La mia testa se ne va..

22 ATTO Coro Via , sloggiate colle buone .

O il baston vi sforzerà. D.G. I Parto sì, che il mio furore All' estremo è già salito. Ma P indegno fia punito Che trattar così mi fa,

D. P., Mac, Fal.

Oh guardate il bel signore! Oh vedete il bel marito ! Il tuo colpo andò fallito. Guai per te se torni qua. Vir.Al. i E un bugiardo, un truffatore, L'ho veduto, P ho capito. Ma sorpreso, ma colpito, Sente il cor di lui pietà. (partono)

SCENA XI.

Albina, e Falcone.

Alb. (Qui senz'altro ci cova

Un qualche gran raggiro... Se potessi

Far ciarlare costui!) Fal. (La cameriera

Mi guarda di sottocchio, e volge in mente

Come scoprir terreno ^

Ma s'ella è furba, io non lo son già meno.) E così, mia ragazza,

Perchè non ci accostiamo , e conoscenza Non facciam fra di noi, come conviene? Alb. Volea dirlo ancor io... (Comincia bene.) (acco- Fal.B rava;.. COSÌ mi piace. standosi con disinvoltura) Amore fra' padroni ,

PRIMO 23

Amor fra' servitori. Alb. Troppo ^presto.

Caro signor... Fal. Vespino...

E tu pur mi amerai, caro visino. Alb. Senti ? non mi dispiaci, e forse forse

Sarò teco d'accordo,... ma con patto

Che tu sarai sincero. Fal. Uno specchio son io per dire il vero. Alb. Or dunque dimmi un poco.

Il tuo padron chi è? Fal. Il mio padrone

E il più brav'uom che sia, buono, amoroso,

Cortese, generoso... Alb. Non è questo...

Fal. Quanto ricco, modesto }

Quanto splendido, umano. Alb. Ma... Fal. Splendido. Alb. Ma... Fal. Allegro. Alb. Ma... Fal. Giocondo^

Un uomo infin che non ha pari al Mondo.

0 (parte frettoloso)

SCENA XII.

Albina, indi Virginia, per ultimo Don Giacinto

dalla porla di mezzo,

Alb. Un gran furbo è costui } ma non son io Se no '1 faccio cascar, se non l'astringo A spifferarmi il tutto fra mezz'ora.

24 ATTO Vir. Albina !.. Alb. Mia signora.

Vir. Mentre papà e il cugino

Stanno in serio colloquio, io colgo il tempo

Per discorrer coti te... guardasti bene

Quel forestier? Alb. S'io lo guardai?., cospetto!..

Vir. ti venne alla niente un mio sospetto? Alb. Certo che si... Quell'aria, (entrai). G.)

Quella franchezza, e quel risentimento

Vi è sembrato un portento? Vir. Un intrigante

Egli non è, come ciascun lo fa. D.G. No... cugina , io ve '1 giuro. Vir.

Alb. Voi qua?

D.G. Sì... crudelmente offeso, allontanarmi. Partirmi io non soffersi} e di soppiatto Non visto rientrai... Qualunque sia Il mio destin, ad ogni costo io volli Vedervi, favellarvi...

Vir. Albina... osserva...

Che nessun ci sorprenda... Ebben, Signore,

Da questo ardito passo,

Dal favellar con me, che mai tsperate ?

D.G. Tutto, se il mio rivai voi non amate.

Vir. Al genitor sommessa, aver non deggio

Altro voler che il suo... promessa io sono All' unico figliuol di suo fratello.

D.G. Io son quello, o cugina... ah ! son quello. Piena di me contezza Darò fra poco : punirò P indegno Che usurpa il nome mio, purché vi piaccia Le nozze differir... Deh! ve ne prego, Non mi negate questa grazia sola...

PRIMO 25 Vir. Affrettatevi dunque, il tempo vola. D. G. Parto . . . ma dite almeno j

Dite se il vostro cor al mio risponde, Se mi lice sperar T amor ch'io sento... Vir. Sì... no... (ciel! mi tradisco...) D. G. Oh mio contento!

Deh! chiari mi aprite

I sensi del core.

Un tenero amore

Lasciate parlar. Vir. L' assunto compite,

La frode svelate...

Àllor... se "mi amate...

Potete sperar. D.G. Oh gioja! lo giuro.

Vir. Ebbene... vedremo.

D. G. Io parto sicuro

Del vostro bel cor... Vir. Vi credo... ma temo...

Ma palpito ancor. {a 2) Ah ! possa il timore

Nel core calmarsi,

In dolce cangiarsi

Trasporto d' amor I

SCENA XIII.

ALBINA, e FALCONE che entra mentre va via Do\i Giacinto*

?al. Ghe vedo?., non m'inganno... Il nipote!..

\lb. (fermandolo) Ma il vero . . . oh ! signor mio, La vogliam veder bella allor ch'ei torni Ben bene accompagnato... (parte rìdendo')

?al. Senti . . . spiegati... Io son trasecolato!

a

26 ATTO

SCENA XIV.

Macario, e -Falcone.

Fal. Macario! sei iu solo?

Mac. Ond' è che sei

Spaventato così? Fal. Tutto è scoperto,

0 vicino a scoprirsi... Avrem fra poco Tutti di Don Giacinto ^

1 conoscenti addosso.

Mac. E che per questo?

Fal. Dobbiani far gambe.

Mac Uh! scimunito! io resto

Fal. Sei tu pazzo ? Macario?

Mac. ^ Odi: Don Papero

E un uom di buona pasta

Più di quel eh' io credea. Più non son io

Figlio di suo fratello. Fal. E chi sei tu?

Mac. Figliuol del Viceré son del Perù. Fal. Capperi!

Mac. «Hai tu scordato

«Che quel giovane Principe viaggia «Sconosciuto l'Europa, e che fra poco «Da Napoli si aspetta?

Fal. «Oh! so ben altro.

«So che il tuo ingegno scaltro «Con lettere mentite e finte cifre «Ti passar per quello in più paesi, «E ti salvò dalP ultima burrasca.

Mac. «Queste lettere appunto io tengo in tasca

Fal. «Bravo, bravo, capisco^ «Prevedo la commedia.

Mac. Or senti bene.

PRIMO 27

Mio padre il Viceré vuole per forza

Ch'io sposi del Chili la Principessa ,

E mi richiama a Lima immantinente.

Io che perdutamente

Amo Virginia. . . Fal. E di cotanto amore ,

Che il tuo cuor F antepone

Ai nodi del Chili. Mac. Bravo Falcone !

Fal. T'accheta: arriva gente: Mac. E Don Papero:, presto al tavolino ,

E come se scrivessi a nome mio,

Sulle proposte nozze

Rispondi al Viceré 5

Poi quando e tempo... (gli parla piano)

Fal. (si pone a scrivere) Lascia fare a me.

SCENA XV.

Don Papero, e detti,

D.P. Nipote mio , perdona

Se ti ho lasciato solo un momentino ; Un splendido festino Voglio darti stasera, e...

Mac. (interrompendolo) Vi Scongiuro ,

Pubblicità non fate... amo, o signore.

Incognito restar. D.P. Che diamin dici?

Incognito! perchè? Mac Nulla... domani...

A suo tempo... il saprete. Fal. Ho terminato (alzan*

dosi come se non auesse veduto D. P.) Sottoscrivete, Altezza... Oh! {fingendo sorpresa) Mac. (come per farlo tacere) Sciagurato!

28 ATTO D. P. Altezza ! ! qual linguaggio!!

Con chi parla costui . . . Mac. {a Pai.) Conte crudele,

Voi mi avete tradito, (lasciandosi cadere la lettera)

D.P. Ei Conte! come?

Che significa ciò?., da questo foglio Capirò qualche cosa. Mac. (fìngendo di opporsi) Ah ! mio signore .

Rendetemi quel foglio. D. P. Son tuo suocero e zio % veder lo voglio. Mac. Aspettate un momentino;

Leggerete i, udrete il tutto . . .

Ah! crudel , per te distrutto (a Fah)

Ecco a un tratto il mio sperar. Fal. Ah! signor, il suo destino, (aD.P.)

La sua vita avete in mano...

Caro Prence, è molto umano, (a Mac.)

Ci possiam di lui fidar. D.P. Alìe corte, signorino;

W quel foglio ad ogni patto.

Non intendo niente affatto

Questo strano favellar. Fal. Voi credete aver dinanzi

Il nipote Don Giacinto ? D. P. Certamente. Mac. 11 fui poc' anzi.

Fal. Per amor ei tal si è finto.

D.P. Ah! briccone!..

Fal. Vi calmate.

D.P. Ah! impostore!..

Fal. Ma ascoltate.

E Don Alvaro da Lima,

11 figliuol del Viceré. D.P. Ah perche non dirlo prima?..

Io mi getto al vostro pie.

PRIMO 29 Màc. Moderatevi, e sorgete:

Questa lettera leggete ? De' miei veri sentimenti ? Del mio cor vi faccia fe. Fal. / All' augusto genitore

I L'amor suo palesa in essa: l Del Chili la Principessa 1 Per Virginia ricusò. Mac. 1 Io disprezzo per amore

] La corona a me promessa... \ Se Virginia mi è concessa ? j Più che i*e mi crederò/ D.P. . I Io ricevo un tanto onore

f Con la fronte al suol dimessa...

Dal piacer quest'alma è oppressa... \ S' io son desto ancor non so. Mac. Dunque al nodo acconsentite? D. P. Prence mio, con tutto il cuore.

Fal. Questa sera? «

D.P. Sì... ma dite:

Fia contento il genitore? Fal. Perchè no ? di Marte prole

Siete voi com' ei del Sole. D.P. Ma del rango ir gran divario...

Mac. Io vi faccio feudatario

Dei torrenti di Val mora ? Del Vulcan d' Alonzo e Gora} Il fedel Guadalaxara Il diploma vi darà. 1. P. Grazie, Altezza... oh bontà rara! Mac Fal. (Se la beve come va. )

(a 3)

Fra Marte e Sole - fra Roma e Lima Salda alleanza - non vista prima ?

3o ATTO

Sorprenda, abbagli - sia lustro e specchio Al mondo nuovo - al mondo vecchio, E sia sorgente - inalterabile D'impareggiabile - prosperità. (partono)

SCENA XVI.

DON PAPERO che ritorna indietro j indi ALBINA e VIRGINIA.

D.P.Ehi, servitori! Albina!

Marco! Giulio! Virginia! Olà, qualcuno. Ale. Quanta fretta! Siam qua. Vir. . ' Che cosa è stato?

D.P.Caso nuovo, impensato,.. Ove son essi

Tutti quei mangiapani l Ale. A preparar la festa per domani. D.P.Che domani? Quest'oggi,

Sul momento... cospetto... io stesso, io stesso

Corro il tutto a ordinar... una gran festa...

Un pomposo spettacolo , figliuola ,

Romani , Peruviani ,

Cantanti , suonatori ^ paesani . . .

E poi lo sposalizio,

Il notaro, il contratto... (per uscire')

Vir. (trattenendolo')' Oh ciel ! presto?

Su due piedi così? D. P. Lasciami, sciocca:

Tu non sai qual fortuna oggi' ti tocca, (parte)

SCENA XVII.

Virginia e Albina.

Vir. Fortuna ! sarà vero } Ma la tenga per se. Alb. Per le ragazze

PRIMO 3i

La fortuna vai poco,

Se non è dall' amore accompagnata. Vir. Dunque sarò forzata

Di sposarmi a colui?.. xVlb. Sposarlo, oribò.

Sia cugino, o no'lsia, dite un bel no. (partono)

SCENA XVIII.

GIARDINO in casa di Don Papero, preparato per una festa: in mezzo un berceau^ sotto il quale è un sofà a guisa di trono.

Giardiniere e Giardinieri, con varj stromenti in manoj

Don PAPERO m mezzo a loro che li distribuisce in varie posizioni.

D. P. Voi schierati in due drappèlli,

Coi fagotti e coi tromboni^

Voi, coi sistri e i tamburelli

In diverse posizioni.

Qua nel mezzo , sotto a questi

Padiglioni e vòlti agresti,

Di damasco tappezzato,

Fatto a trono il gran sofà. Coro E benone immaginato:

Gran comparsa che farà. D. P. Quando vengono vicini

Da quel lato gli sposini ,

Nei tromboni voi soffiate...

Voi coi sistri scampanate...

Poi con garbo e precisione

ìntuonate la canzone ,

In onore degli eroi

Del Tarpeo e del Perù. Coro signor , si fidi a noi :

Non potrà bramar di più. D. P. Ma son dessi : provatevi un poco.

Fiato!., attenti... picchiate... da bravi,..

32 ATTO

Coro, D.P. Viva amore, che va col suo foco Più veloce di venti e di navi, E trapianta in America un ramo Che il Tarpeo di sue fronde coprì.

D.P. Va benone, di meglio non bramo. . .

Corro al Prence... seguite così. (parte)

SCENA XIX.

Macario , Virginia, e Don Papero.

Mac. Caro suocero , attonito io stesso

Resto in mezzo a splendido sito, Non ha Lima , ne Cusco , ne Quito Inventore di feste miglior.

D. P. Caro genero, e questo un eccesso Della vostra cortese indulgenza: E dell' ospite sol la presenza Che diffonde cotanto splendor.

Mac. Ma Virginia contenta non trovo.

D. P. Contentona.. . (sorridi, o ti scanno.)

Vir. Son commossa a spettacol nuovo. Ma non ho niun soggetto d'affanno.,. (Ah! papà , se non siete ostinato. Riflettete pria d' esser burlato} Il mio cor mi predice un inganno, Come il vostro fidarsi non può. )

D. P. (Meno ciarle... sta lieta, o ti scanno: Scimunita , io so quello che fo. )

(a 3)

Mac (Cerco invano Falcone d' intorno }

Non vorrei che nascesse un imbroglio: Sonò in mare e prevedo uno scoglio 5 Ma coraggio, schivarlo saprò. )

PRIMO 33 Via. ( L' allegrezza eh' io vedo dintorno

Di quest* alma raddoppia il cordoglio } , Ma pei* ora far chiasso non voglio } Quel che nasce a vedere starò.) D. P. (La ventura eh' io godo in tal giorno

M' empie il cor di magnanimo orgoglio \ Sol mancava a Don Papero il soglio, E già fermo sul soglio mi sto.)

(vanno sotto il berceau)

SCENA ULTIMA. Macario ? Don Papero e Virginia, indi Don Giacinto

seguito da alcuni amici * invane trattenuto da FALCONE. FàL. AltO là. (didentro}

D. G. Va indietro , o trema. (di dentro}

Mac. Qual rornor!

D. P. Che audacia e questa?

Tutti Don Giacinto !

Vir. (Oh gioja estrema!)

D. P. Temerario! il passo arresta.

D. G. A scoprir un impostore ,

A trar voi, buon zio ^ d' errore, Mi presento insieme a questi Conoscenti e amici onesti, 11 mio nome e i miei diritti Altamente a far valer. Su parlate . . . D. P. Zitti, zitti:

Niun si prenda un tal pensieri Riconosco da me stesso Per nipote Don Giacinto : Per isbaglio , lo confesso , Questa mane io l'ho respinto:

34 ATTO

Come tale or io l'abbraccio:, Ma del pari a lui non taccio Che, sul conto delle nozze. Ho cambiato di parer.

D.G. Che mai dite? E chi è lo sposo?

Mac. Io.

D.G. Fifrfante? .

D.P. Taci, bestia!

Tu non sai qual uom famoso Qui. si asconde per modestia.

D. G. Io non vedo che un indegno,

Che uno scaltro avventurier.

Mac. Temerario!

D.P. Parti subito...

Vir. Ah! papà, non vi adirate:

Voi, cugino, moderatevi, Il buon zio non irritate.

D.G. Deh, perdóno, o caro zio, (inginocch.)

Mi sia scusa V amor mio... Di un fratel , che tanto amate. Il figliuol non discacciate ,

10 morrò se più non posso

11 mio bene posseder.

D. P. Sorgi , sorgi. Vir. Egli è commosso.

Gli altri (Come andrà vorrei saper. )

(a- 5)

D.P. (Io resto perplesso,

Incerto, turbato... La forza del sangue Mi spinge da un lato, Dall' altro mi tiene D' un trono il desir. Se è male , s3 è bene Non giungo a capir. )

PRIMO 35 D. G., Vir. ( Ei sembra perplesso Confuso , turbato . Amore propizio Lo rendi placato j Seconda la spene Gli' io veggio apparir. Se perdo il mio bene, Mi sento morir.) Fal. Mac, ( Lo sciocco è perplesso , Confuso \ turbato. Giammai non mi vidi Cotanto imbrogliato. Il nembo che viene Già sento ruggir . . . Ma finger conviene . . . Ci salvi P ardir. ) Mac Ebben , Don Papero , schietto parlate :

Siete pentito 5 voi titubate? D. P. Io sono immobile, come uno scoglio.

Fin di stasera le nozze io voglio... Signor nipote, lo soffra in pace. Ma questo è il genero che piace a me D.G. No, finche io vivo... Mac. Giovane audace!

Io sono alfine stanco di te. S' io mi giovai per un istante

Delle tue carte, del tuo contante, Io colsi il destro per riuscire Nel mio disegno, nel mio desire: Ma quanto io presi , tutto ti rendo , Ma torti e ingiurie non soffrirò. D. P. Perdóno, Altezza, è un insensato. D.G. Vile intrigante! D. P. Ah disgraziato !

D.G. Trema, malvagio! Giudici v'hanno

36 ATTO

Che i tuoi raggiri castigheranno. D. P. Stolto ! a un suo pari ! D. G. Ad un briccone,

, . E come tale lo accuserò. D. Pi Ed io ? balordo! ed io , buffone!

Qui 5 mal tuo grado 5 t' inchioderò. Mac. Olà tenetelo: eh' ei più non sorta. Fal. Sì, sì, gli scandali sopire importa. - D. G. Con questa spada . . . D. P. Sia disarmato...

Vir. Non opprimete lo sventurato.

Assai punito è dal fatale

Barbaro strale che lo piagò. Tutti No ... sia rinchiuso. D. P. Un gran casato

Il forsennato strugger tentò.

Tutti

D. P. Finché cervello non abbia fatto ,

Guardato a vista sarà quel matto.,.

Deh! compatitelo, Altezza cara...

Intercedete , Guadalaxara . . .

Nuovo principio abbia la festa...

Figlia , rallegrati per cavità. (Ah! come un mantice gonfia ho la testa.

Percosso il cerebro balza qua e là.) D. G. Di questo affronto, di questo tratto

Avrò vendetta ad ogni patto...

Ah! difendetemi, cara cugina...

Deh! non compite la mia rovina...

Bene, contento, più non mi resta,

Se il mio tesoro altrui si dà. (Sorte nemica! sorte funesta!

L'ira mi opprime, cieco mi fa. ) Fa. Ma. Finche cervello non abbia fatto?

PRIMO 37 Guardato a vista resti quel matto... Caro Don Papero, lungi il timore,

Per voi sacrifìc° Pira, il furore, a 7 7

Dopo le danze, dopo la festa

L' atto di nozze si stenderà.

(Per ora a vuoto va la tempesta: Ma guai se un' altra ne scoppierà.) Vir. Deh! risparmiategli questo mal tratto...

Deh! rimandatelo sciolto ed intatto... Caro cugino , non resistete , Tutto dal tempo, tutto attendete. Ah! spero ancora che manifesta Fia tra non molto la verità.

(Senza il mio assenso, vana è la festa, la mia bocca mai lo darà.) Coro Finche cervello non abbia fatto,

Guardato a vista sarà quel matto. Non .fate strepito , non fate chiasso, Vano è il resistere, chiuso e ogni passo... E andata al diavolo tutta la festa, Tutto è disordine, contrarietà.

Ah! come un mantice gonfia ho la testa, Percosso il cerebro balza qua e là.

FINE DELL1 ATTO PRIMO.

SCENA I.

Galleria come nelP Atto Primo.

SERVITORI affaccendati per servire a tavola in diversi apparta- menti j, indi ÀLBINA dalla porta di mezzo.

Coro

Q.

"uando ha luogo un matrimonio Tra famiglie di Signori, Par clic in casa entri il demonio Per dannar i servitori. II. Feste ? pranzi 5 cene e balli ?

Ambasciate qua e là*, Si galoppa da cavalli ? Un minuto non si sta. Tutti banchettano i padroni ,

Che ci vonno ognor vicini 5 schiamazzan que' mangioni Di cantanti e ballerini Qua fa chiasso quel demonio Che dobbiamo custodir . . . Quando nasce un matrimonio

E una cosa da morir. (.partono)

4o ATTO

Alb. Pria di notte è necessario

Favellar con Don Giacinto;

Per uscir dal labirinto

Qualche cosa combinar. Ma il destino a noi contrario ,

Più cV io penso al come e al quando ?

Più. le carte va imbrogliando ?

Più ci viene a imbarazzar. E COSÌ? del prigioniero (ai Cori che tornano)

Al bisogno è provveduto. Coro Maledetto il prigioniero ?

Ed il giorno in eh' è venuto !

"Sembra, un gatto preso al laccio 5

Par che voglia ognun graffiar. Alb. Io scommetto che lo faccio

Un agnello diventar. Coro Tu !.. . ah !.. . ah !.. . Alb. Io . . . provate.

Qua la chiave ? ed osservate. Coro Sii... la chiave? eh malandrina!

Per lasciartelo scappar.

Tu sei volpe sopraffina ?

Ma con noi tu F hai da far. Alb. Maledetti! gonzi! sciocchi!... Coro Sì5 ma a noi tu non V accocchi.

Alb. Se mi metto nelP impegno

Ve la voglio ben ficcar. Coro Già si sa . . . sei tutta ingegno.

Ma con noi tu V hai da far, (il coro parte)

SCENA II. Albina , e Virgili ì. Vir. Albina! ebbene?

Ale. Ebben ! diede Don Papero

SECONDO 4i Ordini severi A questi camerieri. Che il giovane è tenuto rinserrato Come un uom che alla morte è condannato. Vir. Dunque non v' ha rimedio j e a tutta forza Sarò sagrificata?... e il tuo cervello fecondo d' astuzie ? un- espediente 5 Or che duppo saria ? trovar non può ! -b. E ver, per bacco ! e con Die stessa io P ho. Dato ci fosse almeno Un giorno di respiro ! Vjr. Ma sta sera,

A momenti , il notaro e qui aspettato 5 E si fanno le nozze immantinente. Àlb. Oh ! bisogna far fronte arditamente. Vir. Come vuoi tu ch'io faccia? Il genitor minaccia

Di chiudermi per sempre in quattro mura. Àlb. Ricorrete allo sposo a dirittura. Vir. Ci avea pensato anch'io... Ma con qual fronte Confessargli eh' io sono Di un altro innamorata ? Alb. Con quella ond' ei vi vuol sagrificata. Vir. Ma zitta . . . vien mio padre . . . àlb. E il principe con lui. '-Vado a vedere Se mai col prigioniere Potessi combinar qualche bel tratto . . . Coraggio... e fate al fin quel che va fatto, {paria)

SCENA III.

Macario . Don Papero l e detta j indi Falcone.

Mac >? Eccola alfin trovata >?La bella fuggitiva...

4* ATTO

D.P. 33 Che a tavola piantò la comitiva.

» Perdonatele , Altezza }

5?E giovane, inesperta, e in compagnia

» D'augusti personaggi

«Non si è trovata mai... (Scusati almeno., 33 La gentile figura che fai tu*!.*.) {a Vir,) Vir. » Signor . . .

Mac. «Via , via, non la sgridate più.

33 L' inesperienza sua,

«Prova d' ingenuità, più in lei mi alletta

«Di un' aria disinvolta ed officiosa. D.P. « Quando così vi piace , e un' altra cosa.

3? Or veniamo al concreto,

33 Ne differiam di più. Mac. 35 Sì... del notaro

33 Si mandi in traccia .... D.P. 33 Io già v'ho prevenuto.

33 Olà, venga il notaro ... Io niente oblio. Vir. 33 (Oh cielo!) D.P. 33 Prence mio,

33 Siam d'accordo sui patti... ma la scritta

35 Dev'esser concepita

33 All' uso del Perù . . . Mac 33 Voi dite bene.

?3 A v v er tira e c o n v i e*n e

«Il conte segretario. Fal. 33 Ecco la scritta

55 Secondo il concertato , e in forma tale

Da imporne a qual si sia scriba più fino.

SCENA IV.

Un NoTÀRO , indi i servitori che accendono i lumi sul tavolino1 per ultimo ALBINA.

D.P. Presto , don Sabbiolino ,

SECONDO 43 11 tempo è prezioso. - Ehi , lumi, lumi . . . E agli imenei della gentil mia figlia Venga presente tutta la famiglia. Sedete qua, notaro,

Distendete le orecchie, e udite bene... Un matrimonio egual va ponderato* Ale. Ah, signor !... gran disgrazia ! Fal. (Ahimè!) D.P. Ch' è stato ?

Alb. Don Giacinto è fuggito. Mac. Quando? come? D.P. su.

Alb. Fece in due pezzi

Le coperte del letto, e dal balcone Si calò nel giardino , Lasciando questo foglio a voi diretto. D.P.Porgi!.. .

Mac. Udiam. (L'aria è brutta.)

Fal. (Eh! ch'io P ho detto.)

D.P. Fuggo vostro malgrado >

E a denunziar io vado

II briccon che v1 inganna. In ogni modo

Dagli artifizj suoi.

Salvar io voglio mia cugina e voi. Mac Lasciate pur che vada

L'insensato ove vuol, altro da questo

Mal consigliato passo

Frutto non coglierà eh' onta e dispetto. D.P. Ottimamente detto.

E perchè vostra Altezza

Veda qual conto io fo di quel buffone,

Su due piedi si termini il contratto. Mac Io lo voglio. D.P. Io son pronto.

Vm. Io niente affatto.

44 ATTO

Mac. Come ì

Fal. Perchè l

D.P. Virgìnia !!

Qual eccesso d' ardir ? Vir. Quel che mi porge

La strana circostanza in cui mi trovo. L'avversion ch'io provo Per un nodo improvviso 3 e consigliato Sol dai desio di migliorar destino : Le accuse del cugino, I suoi sospetti e i miei , tutto mi sforza, Tutto mi persuade A negar la mia mano apertamente. Fal. (Addio nozze.) Mac (Addio dote.)

D.P. Impertinente !

Vir. Preparata al vostro sdegno ,

Ferma io son nel mio proposto : Son decisa ad ogni costo Di sposarmi a chi mi par. D.P. Forsennata ! e il tolto impegno ? . . . Vir. Non ci è stato il mio consenso.

Mac. Fal, L' amor mi° Ponor d'un res;no?

suo 7 °

Vir. L'abbia un'altra, io non ci penso.

D.P. Ti saprà da' tuoi capricci

tJn ritiro risanar. Mac.Fa.Cor.( Sapea ben che in brutti impicci

Tutto andava a terminar.) Vir. Deh ! se chiudete in seno (a Mac*)

Cor generoso e umano.

Voi m' ottenete almeno

Pietà dal genitor. Perchè voler la mano

Senza ottenere il cor ?

SECONDO 45 Mac. E deggio io stesso ? o barbara ?

Compir la mia sventura ? D.P. Lo sposerai ? pettegola ?

Don Papero lo giura. Vir. . Giammai ? giammai. D.P. . Ritirati ,

O temi il mio furor. Mac.Fa.Co. Placatevi ? calmatevi.

Si può pentire ancor. Vir. Poiché a ciò mi riducete ?

Ostinati 5 anch' io mi ostino.

No 5 sedurmi non potete :

? mi piace mio cugino :

A lui solo io fui promessa ?

E mio sposo ei sol sarà. Non può farmi principessa ?

Ma felice mi farà. D.P. Io rimango sbalordito. (Sei

Fal. Mac.;c davvero un bel marito!)

(bon '

Coro ( Me la godo in verità. ) {Vir. parte)

SCENA V.

Macario } Falcone ? Don Papero, Notaro detti.

Mac. Don Papero ! D.P. Mio principe !

Mac. E così?

Sarò venuto io qui Per soffrir quest' oltraggio ? Quest'onta alla mia somma dignità? Fal. Ella esige vendetta. Mac. Ebben P avrà.

Uscite tutti : al diavolo

46 ATTO

Vada scritta, no taro e matrimonio. (il notaro

Un lllO gO ? testimonio ed i servitori partono)

Della sprezzata mia somma clemenza.

Io lascerò. {per uscire)

D.P. Ah! fermatelo, Eccellenza.

Altezza , voi punite un innocente. Io di quell' insolente

Non sapea le intenzioni ... io vi protesto Che al suo dover la ridurrò ben presto. Mac. Conte . . . per pochi istanti

10 torno alle mie stanze } entro brev' ora Per la partenza mia tutto sia pronto...

Tutto tutto... (hai capito?) (per uscire con Fai.

D.P. Ah ! signor, dove andate?

Mac. A Lima, a Quilo.

Vi sciolgo dall'impegno,

La promessa vi rendo, e a stringer vado

GP imenei del Chili. D.P, Deh! se coi rei

Non volete confonder gP innocenti,

11 vulcano e i torrenti Non mi togliete almen.

Mac Promessi al Conte

Io già gli avea: "tornali de jure a lui. D.P, No, poffar bacco, a lui m/ oppongo e a vui. Mio signor, mi dica un po',

Cosi trattasi al Perù?

Ella è un principe si o no?

Ora vuole, or non vuol più?

Io l'avverto che fra noi,

Discendenti degli eroi,

Si mantengon le parole,

E si fanno mantener. Mag. Mio signor, mi dica un po*,

Al Tarpeo si fa cosi?

SECONDO 47

Se la domia dice no,

Deve Puoino dir di sì?

Io F avverto .parimente ,

Che del Sole un discendente

Può pensare quel che vuole,

Quel che pensa può voler. D.P. Ma le ho detto, e dico ancora,

Che mia figlia ubbidirà. Mac. Io le dico che a quest' ora

Può sposar chi più vorrà. D.P. No, per bacco. Mac. Si, cospetto,

D.P. Glielo dico.

Mac. Glie] ho detto,

(a a) La vedrem : così sarà.

D.P. (Oh! vedete Postillato.

S' ei va via son disperato. ) Mac. (Oh! vedete che cocciuto!

S' io non parto son perduto.) D.P. (Da siffatto labirinto

Ad uscir come si fa?) Mac (Se ritorna Don Giacinto

lo son concio come va.) D.P. Resterà, gliel assicuro. Mac Me ne vado, glielo giuro,

(a 2) La vedrem: così sarà.

D.P. Alla fin se imponili pensa

Perchè titoli dispensa ,

Sappia ornai, •sia persuasa

Che dei Paperi la casa

Ha cotante pergamene,

Da coprir tutto il Perù. Mac Sarà vero. D.P. Senta bene...

Mac. Io non vo' sentir di più.

48 ATTO

D.P. Mio tri tavolo fu Duca

D'Altosasso e Nerabuca, Mio bisnonno, fu Marchese D'Erbasecca e Siepiaccese, La mia nonna fu Conlessa Di Belmonte e Selvaspessa^ Ebbe un zio possedimenti Lunghi e larghi ai quattro venti, E mio padre fu Barone Della prima qualità.

Mac. Basta basta.., (oh che ciarlone!)

Sarà ver... ma che mi fa?

(a 2)

D.P. Se vane saranno parole e ragioni,

Verremo alle spade, verremo ai cannoni ^ Il sangue romano mi bolle nel petto, Io sono un leone se in furia mi metto, Sarà un terremoto, un guasto inaudito, Che a Lima, che a Quito - spavento farà. (Un buon catenaccio di lui m'assicuri: Vedrem se dai muri - scapparmi potrà. )

Mac. Ebben, se le piace, all'armi verremo:

Non guardo alle spade, cannoni non temo... E in me la clemenza di Marco Capaco, Ma guai se m'imbestio, ma guai se m'indraco. Novello Alarico, Vitige novello, Sterminio, macello - di Roma farà. (Il filo s'imbroglia, si complica il groppo, Trascorsi siam troppo - si fugga di qua.)

(partono)

SECONDO SCENA VI.

49

STRADA REMOTA presso la casa di Don Papero, la quale si rede eia un lato. Essa è di tre appartamenti, compreso il pian ter- reno. Tutte le finestre son chiuse. Al secondo appartamento avvi un verone che sporge in fuori. E notte oscurissima.

Don GlÀCINTO solo avvolto ih un mantello,

II giudice è lontano, e a lui ricorso

Aver non posso fino al suo ritorno.

Intanto io giro intorno,

Disperato , arrabbiato , e à qual partito

Appigliarmi non so... Se, com'io spero,

Avrà la fida Albina

Svelato alla cugina - il mio disegno ,

Il concertato segno

Ella attender qui deve... Odo romore... Fosser gli amici almen!... coraggio, o core.

(si ritira')

SCENA VII.

MACARIO e FALCONE dalla finestra del terzo piano,

Mac. Vedi tu niente?^

Fal. E scuro

Più clie in gola dèi lupo.

Mac Tanto meglio!

Più sicuri sarem del fatto nostro, (mettono una Cheti, cheti, scendiam. scala di corda)

Fal. La via ti mostro, (scende

Mac Sei giunto ? sul verone)

FAL. Sì, coraggio. (scende anche Ma€.)

Bada al collo... va ben... Mac. Fin qui ci siamo.

Fal. Per l'uscio entrammo, e pel balcon ne usciamo.

5o ATTO Mac. Non è la prima volta,

Ne V ultima sarà... Taci... mi sembra

Che qualcun si avvicini... (tendono V orecchio)

SCENA Vili.

Don GIACINTO con Suonatori j e detti.

Fal* Uh! quanta genie.

Stretti noi siam cT assedio. Mac Ci conviene aspettar, non ci è rimedio, (si ap-

D.G.Amici, racquistiamo piaitano sul verone)

Il tempo invali perduto, (si collocano sotto le finestre)

Mac Odi? colui

Don Giacinto mi par. Fal. Sì, 5 cospetto.

D.G.Non può destar sospetto

Musica serenata in un paese

Ove tale è la moda. Fal. Bene...

Mac II diavolo affé ci pon la coda.

D. G. Sonno amico, spiega V ali (accompagnato

In soccorso dell' amor, dai Suonatori) Addormenta i miei rivali,

Vegli solo il mio tesor. Mac Maledetto il cascamorto!

Chi sa quando la finisce.

Mi credea vicino al porto ,

E son presso a naufragar, D.G. Niun ancora comparisce,

Ci conviene seguitar. (segue la canzone) Oda il suon de' mesti accenti,

Che al mio labbro inspira amor. E un sospir confidi ai venti

Che risponda al mio dolor.

SECONDO 5 i

Mac. Fal. E non son ancor contenti!

E a seccar ci stanno ancor! Porta, o diavolo 5 i stromenti. Ed accoppa i suonator\

SCENA IX.

VIRGINIA, che apre V inferriata del pian terreno j indi Don PAPERO dalla finestra del terzo appartamento.

VlR. Psi , psi >] psi ...

D.G. Virginia è questa, (s'avvicina)

Vir. Don. Giacinto!... siete voi? D.G. Sì, son io...

Fal. (Veli!... la modesta!)

Vir. Tremo tutta.

Mac. (E ancora noi.)

D. G. Stringo ancor cara mano!

La mia gioja egual non ha. Vir. Mio cugin, parlate piano,

Si potria svegliar papà. D. P. (11 balcone spalancato!

Una scala qui sospesa!)

Ah! (vede i due sul verone)

Fal. (Macario!)

Mac. ( Cosa è stato ? )

Fal. (Una voce ho d'alto intesa.)

Tutti

D. P. (Non m'inganno... due persone

Appiattate sul verone... Gente abbasso che bisbiglia Al balcone di mia figlia . . . Qui si trama... si congiura... Stiamo un poco ad osservar.

5a ATTO

Fra lo sdegno e la paura.

Io non so che cosa far. ) Mag. Fàl. (Gamerata ! che facciamo?

A due fochi in mezzo siamo...

Colà su più non si scappa...

Costà giù più mal incappa. . .

Siam perduti a dirittura ,

Non ci è scampo a quel che par. Ma la notte è molto oscura ,

E favor ci può prestar.) D. G. Se sincero è il vostro amore,

Se abbonite V impostore ,

Per provarmelo non resta,

Via più certa fuor che questa . . .

L' alma mia di voi sicura

Cesserà di palpitar. Ahi che il labbro amor mi giura,

Ma quel cor no'l sa provar. Vir. Se fedel vi serbo il core,

N' ebbe prova il genitore.

A seguirvi io sarei presta ,

Ma di figlia amor m' arresta*

Ma V onor d' un' alma pura

Non mi è dato cimentar. Fa maggior la mia sventura

Questo vostro dubitar.

(silenzio: D. P. si leva dal balcone) Or vi prego a ritirarvi :

Arrivar qualcun potria. D. G. Partirò per contentarvi . . .

Ma un istante udite in pria.

ToCI Lumi, lumi! (dalla casa)

YlR. Ah! (si ritira)

D. G. Siam perduti, (ai compagni)

Mac. Fal. (Ora il diavolo ci ajuti.)

SECONDO

53

SCENA X.

Don PàPERO C07i servitori armati di schioppo^ e con lumi j

indi Virginia.

D.P.Coro Alto là. Q? rendendo di mira i suonatori}

D. G. Mio caro zio !

D. P. Tu briccone!

Vir. Padre mio . . .

D. P. Foco addosso a quei ladroni ,

Che v'iaggian sui veroni.

FàL. Ahi ! ( il Coro rivolge gli schioppi verso Mac. e

Màc. Fermate. Fai.)

D. P. (ravvisando Mac.} Prence! Altezza!-

Armi abbasso ! ( al Coro)

(Ardir, franchezza!) Come mai sopra siete ? Sentirete . . . stupirete. Ma per bacco , pria di tutto Il veron ci fate aprir. D. P. Prendi , va (*). Tu farabutto

Sta fermo 5 e non partir, (a D. O.)

(* dando una chiave ad un servo) Tutti Sbalordita , confusa la testa,

Da strano , impensato accidente, Quel che poscia a vedere le resta Teme ancora peggior del presente^ Come mare agitato dal vento Bolle, ondeggia, star ferma non sa. Ah! giammai non mi vidi in cimento Pari a questo che fine non ha. Coro Ci mancava per nostro tormento Fin di notte aggirarsi qua e là.

Mac Fal. D. P. Mac. Fal.

54

ATTO SCENA XI.

Don Papero, Don Giacinto, Virginia , Macario,

FALCONE e Servitori.

D. P. Preparati , birbone , (a D. G.)

A rendermi ragione

Della tua tracotanza. D. G. E a voi sincero

Pieno conto darò del mio disegno ,

Pur eh' io veda calmarsi il vostro sdegno. D.P. E tu, civetta, e tu

Indegna del Perù ,

Del principato indegna,

Che facevi di notte alle inferriate ? Vir. Facea... dirò ...

D.P. Che cosa?., orsù... parlate.

Mac* Io parlerò per loro ,

Ed il ver parlerò... Volea P indegno La mia sposa rapir... io me ne accorsi, E alla finestra corsi... ira, furore Amore , gelosia

Mi spinsero a calar su quel verone

Per sorprender gli audaci . . . D. G. E a tanto arrivi ancor? (a Mac.)

D.P. {a D. G.) Perfido! taci.

SCENA XII.

Un Bargello con Birri * e detti.

Bar. Alto là... che scompiglio,

Che chiasso è questo? Fal. (Oh diavolo!)

SECONDO 55 Mac. (Il Bargello!)

BAR. Circondate COStor. ^dopo aver esaminato Mac. e Fai.)

D.P. Piano, bel bello.

Bar. Buone lane , voltatevi ^ che vale

Il far gF indifferenti ? alfln vi ho colti, E siete bravi assai se mi fuggite.

D. P. Come? a un Principe? a un Conte?

Bar. Eh! che mai dite?

Costor son due ribaldi di Cosenza , Due birbi avventurieri , CV io cerco fin d' jeri . . .

D. P. Due ribaldi !

Due birbi di Cosenza! Povero me!

Mac. Don Papero , prudenza.

Non dobbiam disperarci Per questo contrattempo. Alla giustizia Cediam per ora } ma scoperto il vero Sarà fra poco , e il nostro onore illeso Chiaro splendendo a paragon del Sole , Ritorneremo a voi con lieta fronte.

D. P. Ah! impostor ! . .

Fal. Prence , andiam.

Mac. Seguimi, o Conte.

( partono col Bar. e coi Bin i)

SCENA ULTIMA. Don Papero, Don Giacinto, Virginia, Albina e Servi.

D. G. Or che la sorte amica

Scoprì P inganno, del dolor sofferto

Spero , o buon zio j mercè. D.P. Vien qua, nipote.

Appressati, figliuola, e perdonate

56 ATTO SECONDO

La mia pazzia. Alb. Quello che è stato è stato»

D. P. Qua la mano. Vir. Oh contento!

D. G. Oh me beato!

Cara, la nostra speme Ha coronato amore 5 Bene per me maggiore Che (Tesser tuo non v'ha.

Coro Lieti gioite insieme

Del ben che amor vi dà.

Vir. Ah! se mercè cara

Hanno i martir d'amore, Più lamentarsi il core De' suoi sospir' non sa.

Coro Sempre così ripara

Amore il mal che fa.

D. P. Ecco sicuro 5 o cari ?

De' Paperi P onore } Ha rimediato amore La mia bestialità.

Coro Nozze fra pari e pari 5

Di meglio non si dà.

Alb. Ridete cogli sposi

Del vostro cieco errore : Spero che P impostore Guarito appien vi avrà.

Coro Esempio agli ambiziosi

E a' creduli sarà.

FINE.